CARIE E DEVITALIZZAZIONE DEI DENTI
Premessa la necessità di una costante igiene e di una giusta alimentazione, con pochi zuccheri e poco alcol, quando subentra la carie, che può estendersi fino a raggiungere la dentina, che sarebbe lo strato sottostante lo smalto, e poi la polpa, che occupa la parte interna del dente, la soluzione è la devitalizzazione. La polpa è danneggiata ormai da batteri penetrati attraverso la carie e può verificarsi un ascesso, un'infezione dolorosa del tessuto intorno al dente, per cui si rende opportuna l'estrazione. Il trattamento endodontico si svolge in più fasi. Dopo l'anestesia, il dente va isolato con diga di gomma, per prevenire contaminazioni batteriche. Poi, per accedere alla camera pulpare, si apre nella corona del dente, si rimuove la polpa del dente e i canali della radice, i quali vengono anche 'alesati', ossia, allargati. I canali sono medicati con sostanza antibatterica e la corona viene chiusa con otturazione temporanea. La volta successiva si rimuove l'otturazione e la medicazione, per chiuderli definitivamente con un materiale plastico, detto guttaperca. La devitalizzazione potebbe avvenire anche in una sola seduta, secondo l'importanza dell'infezione, il numero e la forma dei canali. Dopo una radiografia che accerta l'esito della devitalizzazione, si ricostruisce il dente. Il dente devitalizzato è fragile per il danno subito dalla carie e in seguito può fratturarsi o perdersi. E' opportuno rinforzarlo con un perno inserito in un canale per dargli struttura, e con una corona artificiale o capsula, che protegge dagli sforzi della masticazione. Più economico è l'intarsio, ossia il riempimento della parte cava della corona con una ricostruzione, ottenuta attraverso la presa di un calco e preparata in laboratorio.
Denti sani
Trattamento sbiancante denti denti
Carie
Dentifricio
Spazzolino
Fluoro
Articolo redatto da Iole Caterino il 08/11/2011
|