Salute è anche alimentazione corretta
Un
importante aspetto riguarda i comportamenti da adottare per prevenire o
compensare squilibri e carenze nell'assunzione abituale di micronutrienti, che di volta in
volta vengono individuate.
Nel corso della "International Conference on Nutrition" organizzata a Roma dalla
FAO e dall'OMS nel 1992 sono state indicate al riguardo quattro principali strategie di
intervento:
1. la diversificazione della alimentazione: rappresenta certamente la soluzione
finale al problema delle carenze marginali, in quanto coinvolge una variazione delle
abitudini alimentari. Può essere vista però soltanto su tempi molto lunghi, e può
richiedere complicate modifiche nella produzione e nella distribuzione degli alimenti;
2. la supplementazione con micronutrienti: è in uso da trent'anni anni,
rappresenta una misura di emergenza a breve termine, cui ricorrere in presenza di
deficienze acute che provochino sintomi clinici oppure per evitare che tali sintomi si
sviluppino in popolazioni a rischio. È molto efficace, ma spesso difficile da realizzare
per motivi logistici, nonché molto costosa e capace di portare a miglioramenti soltanto
temporanei. A nostro parere la supplementazione, che deve essere mirata e ben calibrata
per non rischiare di provocare sovradosaggi e/o sprechi, può presentare lo svantaggio di
incoraggiare la mitologia del ricorso incondizionato al prodotto farmaceutico, visto come
la "soluzione totale" e, se generalizzata, di avallare la pretesa
"povertà" della dieta odierna. Riguardo alla supplementazione siamo insomma
d'accordo con quanto precisato dalle autorità sanitarie statunitensi che ricordano:
"supplementi di alcuni nutrienti assunti regolarmente in grandi quantità possono
essere pericolosi. Supplementazioni quotidiane di vitamine e di minerali ai livelli o
sotto i livelli delle Razioni Giornaliere Raccomandate (RDA) sono da considerare sicuri,
ma raramente sono necessari per persone che consumino un'ampia varietà di cibi"
e che "talvolta la supplementazione è necessaria per coprire fabbisogni
specifici. Tuttavia, dato che gli alimenti contengono molti nutrienti e altre sostanze che
promuovono la salute, l'uso di supplementazioni non può sostituirsi a scelte alimentari
corrette".
3. la fortificazione dei cibi: consiste nella aggiunta di specifici
micronutrienti ad alimenti di largo consumo. Presenta il vantaggio di coinvolgere l'intera
popolazione, di migliorare la qualità nutritiva della dieta a lungo termine senza dover
obbligatoriamente coinvolgere variazione di abitudini e di poter produrre, in tempi brevi,
risultati equivalenti a quelli della supplementazione. È stata indicata come la possibile
"risposta decisiva" alla malnutrizione, ed è effettivamente una valida
alternativa alla diversificazione, non richiedendo la partecipazione attiva del
consumatore e permettendo di mantenere gli schemi alimentari tradizionali. Le tecnologie
disponibili sono adatte ad una ampia varietà di cibi e le esperienze condotte hanno
dimostrato una buona efficacia nella correzione di deficienze nutrizionali in intere
popolazioni o in specifici segmenti a rischio. Può essere mantenuta per lunghi periodi, i
costi sono bassi se paragonati a quelli sanitari associati alla malnutrizione, e la
sicurezza è stata verificata in 50 anni di esperienze;
4. l'educazione alimentare, sia generale che mirata alle categorie "a
rischio" elencate in precedenza, rimane comunque l'approccio fondamentale e
probabilmente anche quello più consigliabile. Richiede innegabilmente sforzi da
pianificare in tempi lunghi, nonché molta perseveranza e costi ingenti. Dev'essere
inoltre istituzionalizzata, ossia impostata e condotta da organismi ed enti governativi
che si assumano in maniera palese la paternità e la responsabilità di iniziative il cui
progetto e i cui contenuti guardino esclusivamente all'interesse del consumatore che ne è
destinatario.
Infine, l'educazione alimentare è legata chiaramente alla diversificazione
dell'alimentazione, nel senso che rimane l'arma migliore per convincere il consumatore che
solo un'ampia varietà di scelte alimentari può aiutarlo a prevenire ed evitare le
carenze nutritive, nella maniera più naturale e meno costosa. (fonte: cultura che nutre)
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